Genova per noi
testo di Sandro Russo (in condivisione con Ponza Racconta)
La “Summer School” di quest’anno de “La scuola del viaggio” si è svolta a Genova.
Con variazioni legate alla diversità del luogo, vi si parla di viaggio, si scrive, si fanno incontri con persone in sintonia di visione e di intenti.
Naturalmente ho partecipato, come membro fideizzato, alla kermesse di cinque giorni dal 19 al 23 agosto, tra lezioni di scrittura, fotografia e grafica (carnet di viaggio per immagini), intercalate con escursioni e vagabondaggi per la città e dintorni.
Genova, una città da raccontare.
Ma prima ancora da capire.
E capire come?
Certo, immergendoci in essa – mai parola fu più indicata, data la pioggia a tratti scrosciante che ci ha accompagnato nel nostro soggiorno – perdendoci nei suoi vicoli col mare in fondo o con le spalle al mare, guardando le sue botteghe e le facce dentro di esse, spesso volti neri, orientali, barbe arabe niente genovesi. O facendo attenzione alla stratificazione delle costruzioni, dal basso verso l’alto, con le sovrapposizioni grafiche di varia fantasia che indicano le diverse attività commerciali.
Ci hanno detto di fare attenzione ai contrasti: Luce – ombra; alto – basso; mare – entroterra; antico – moderno…
Poi alle contaminazioni: come tutte le città di mare, Genova è porto, luogo d’incontro di genti, di culture e di lingue.
Poi una voce contraria. Ma perché non cercare le crepe e per quella strada arrivare alla sintesi? All’armonia?

“There is a crack in everything, that’s how the light gets in.”
“C’è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce”
Leonard Cohen, in Anthem (dall’album “The future” del 1992)
Da YouTube, Paolo Conte in: Genova per noi
Da YouTube, Bruno Lauzi e Paolo Conte (con immagini di Genova)
Testo di Genova per noi (Paolo Conte, Asti, 1937)
Ma quella faccia un po’ così
Quell’espressione un po’ così
Che abbiamo noi prima di andare a Genova
E ogni volta ci chiediamo
Se quel posto dove andiamo
Non c’inghiotte e non torniamo più
Eppur parenti siamo un po’
Di quella gente che c’è là
Che come noi è forse un po’ selvatica
Ma la paura ci fa quel mare scuro
Che si muove anche di notte e non sta fermo mai
Genova per noi
Che stiamo in fondo alla campagna
E abbiamo il sole in piazza rare volte
E il resto è pioggia che ci bagna
Genova, dicevo, è un’idea come un’altra
Quella faccia un po’ così
Quell’espressione un po’ così
Che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
Come ogni volta l’annusiamo
Circospetti ci muoviamo
Un po’ randagi ci sentiamo noi
Macaia, scimmia di luce e di follia
Foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia
E intanto nell’ombra dei loro armadi
Tengono lini e vecchie lavande
Lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova ha i giorni tutti uguali
In un’immobile campagna
Con la pioggia che ci bagna
I gamberoni rossi sono un sogno
E il sole è un lampo giallo al parabrise
Ma quella faccia un po’ così
Quell’espressione un po’ così
Che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
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