Le strade di notte
di Sandro Russo (pubblicato su Ponza Racconta)

Le strade / di notte
Mi sembrano più grandi /
E anche un poco / più tristi /
È perché non c’è in giro / nessuno…
Così cantava Gaber tanti anni fa e mi ritorna sempre in mente, questa canzone quando mi ritrovo solo per strada come stamattina… buio, freddo umido, l’asfalto bagnato; è vero che mette tristezza. Le strade intorno a Termini non sono per niente sicure, in questi ultimi tempi. Se ne leggono tante, sui giornali…
Ma mi ritrovo questo volo la mattina presto, imbarco alle 7: per Madrid, poi Tàngeri, in Marocco. Tra una cosa e l’altra mi è toccato svegliarmi alle 4… Stanotte devo aver pensato a tutte le cose che mancavano in valigia e vi provvedo ora, un po’ in agitazione, prima di uscire.
Passi uno dopo l’altro e solo il rumore delle ruote del trolley, intorno; macchine non se ne vedono, a quest’ora… La Stazione non è lontana da casa, neanche venti minuti a piedi; ma per una strada in salita, su un acciottolato di sampietrini per la maggior parte.
Di solito mi faccio un punto d’onore di non prendere un taxi per un tratto così breve; ma stamattina sono stato a pensarci un bel po’.
Insomma… strada in salita, lucida di pioggia recente, zaino in spalla e trolley alla mano; sono quasi agli archi romano del Castro Pretorio che si appoggiano al lungo fabbricato della stazione Termini; un posto da evitare, che dà rifugio a senzatetto e barboni che rifuggono la Caritas. Qualche volta la mattina ci ho trovato la Polizia Municipale che li faceva sloggiare. Loro mettevano cartoni e coperte all’asciutto in qualche recesso del muro e scomparivano senza discutere, per evitare guai peggiori.
Me li trovo davanti, un gruppetto di quattro ragazzotti, che sembrano usciti dal film Arancia meccanica. Cerco di defilarmi per non intralciare il loro cammino da gradassi, ma uno di loro mi dà una spallata; forte, da farmi sbattere al muro. Un altro da un calcio alla valigia e mentre cado a terra col sangue che mi esce dal naso, penso già ai titoli in Cronaca romana dei giornali di domani:
“Aggressione senza motivo ad un anziano intorno alla Stazione Termini”.
“Anziano derubato e picchiato nella zona della Stazione”.
Vabbè, se sono qui è perché questa fantasia, stamattina, mi ha fatto decidere di prendere un taxi. Ma di tutta la storia soprattutto mi aveva dato fastidio la parola “anziano”!
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