Al cimitero di Staglieno
testo e foto di Rita Gasbarra - foto di Sandro Russo (in condivisione con Ponza Racconta)

Genova 23 agosto 2026 – Una breve finestra temporale fra la fine della Summer School 2026 della “Scuola del Viaggio” e il treno di ritorno per Roma.
– Mi accompagneresti al Cimitero di Staglieno? – chiede l’amico Sandro Russo. Rispondo di sì, senza esitare. Amo i cimiteri per le storie che mi raccontava mia zia mentre traversavamo, io bambina, i viali del Verano fino alla tomba dei nonni. Storie che consegnano ai vivi la memoria di chi li ha preceduti, facendone vibrare l’anima.
Così ci avviamo – ci sono anche Paola e Elena, sempre del Gruppo della Summer School -, alle 13 di una domenica di agosto, sotto un sole spietato. Il cimitero è immenso. Un intrico di porticati con i muri tappezzati di lapidi di marmo, gruppi scultorei, cappelle, sbucano in un enorme spiazzo erboreo scandito da lapidi bianche, a distesa. Intorno il terreno si fa montagna e i tumuli salgono via via ad occupare le pendici. Da boschetti fitti si stagliano, biancheggianti, cappelle, chiesette, statue, monumenti, che bisogna raggiungere inerpicandosi su scalette anguste.
Del resto siamo a Genova, dove i locali si definiscono “marinai di montagna”.
Non seguiamo un progetto preciso, l’unica meta la tomba di Mazzini. Andando cerco storie, attenta all’iconografia e agli epitaffi.
La storia più carina è quella di una donna, Caterina Campodonico, meglio nota come “la venditrice di noccioline”, di cui ha già scritto Sara ‘Ahimsa’ Bonfanti su Ponzaracconta, simbolo dell’orgoglio di una piccola borghesia che vuole elevare il proprio status sociale.
La storia più tragica riguarda un bambino, Italino Iacomelli. Il giorno della sua morte, il 16 agosto 1925, aveva 5 anni.
Quel giorno Italino, orfano di madre, giocava con il suo cerchio nei giardini Carbonara, sotto gli occhi amorevoli del padre Donatello. A un certo punto il cerchio andò a finire tra le gambe di uno sconosciuto. Italino si avvicinò per recuperare il suo cerchio, l’uomo con fare benevolo prese in braccio il bambino e, nel giro di una frazione di secondo, lo scaraventò dal parapetto delle Mura, facendolo precipitare da oltre 15 metri. Una tragedia frutto di un atto di follia inspiegabile. Si verrà poi a sapere che l’uomo era un paziente psichiatrico e che il giorno prima, come in una cronaca di morte annunciata, si era costituito per lo stesso misfatto, solo immaginario, che il giorno seguente avrebbe commesso.

Sulla sua tomba è raffigurato mentre gioca con il cerchio, inseguito da due mani minacciose che spuntano da terra.
L’epitaffio recita: “Mano folle l’infranse, volò l’anima bella al cielo vicino alla sua mammina. Implora dal Signore pietà per noi”.
Poco sopra la tomba di una bambina di 9 anni, Entella Contini, annegata in mare, ritratta sorridente col suo salvagente mentre va incontro alla tragedia. “A 9 anni, mentre andava alla carezza dell’onda, folleggiando sorridea alla vita. 22 luglio 1921”

Emozionante il campo per i Caduti della Resistenza. Sulle lapidi dei partigiani, sotto il nome anagrafico, il nome di battaglia: Dardo, Raffa, Leone, Titto, Moretto… Il più famoso Aldo Gastaldi, nome di battaglia Bisagno, come il fiume di casa sua. Bisagno fu definito da Paolo Emilio Taviani come “il primo partigiano d’Italia” per la tempestiva adesione alla lotta antifascista.
Dal 2005 le sue spoglie mortali riposano tra i genovesi illustri nel Pantheon del Cimitero.


E le tombe dei bambini, davanti a ognuna delle quali ci sarebbe da stare a lungo, per una istintiva condivisione dello strazio e del modo in cui sono stati riconsegnati alla terra dall’umana pietà.

Al ritorno, i tassista che ci ha accompagnato alla stazione ci ha chiesto se avevamo visitato anche i quattro piani sotterranei: Quattro piani! È il più grande comitero d’Europa, con circa un milione di morti!
Non lo sapevamo, ma abbiamo risposto che non avremmo avuto tempo: Tanto ci dovremo ritornare… Abbiamo visto neanche un centesimo di tutto quello che c’era da vedere!


Note
Il cimitero di Staglieno è uno dei più grandi d’Europa, con gli oltre 30 ettari di estensione. Aperto il 1 gennaio 1851, per la vastità e la bellezza dei suoi imponenti monumenti funebri è considerato un vero e proprio museo a cielo aperto. Vi sono sepolti figli illustri del capoluogo ligure e altri personaggi famosi tra i quali Giuseppe Mazzini, Ferruccio Parri, il compositore della musica dell’Inno d’Italia Michele Novaro, numerosi garibaldini tra i quali Antonio Burlando ed altri che fecero parte della spedizione dei Mille (un campo è a loro dedicato), l’attore Gilberto Govi, il pittore Federico Sirigu, la scrittrice Fernanda Pivano, il poeta Edoardo Sanguineti, Constance Lloyd (moglie di Oscar Wilde), Nino Bixio e Stefano Canzio. Vi è anche il cenotafio del cantautore Fabrizio De André (da Wikipedia , ibidem)
Leggi altri articoli di Rita Gasbarra:
-
Viaggi in Patagonia 01. Pronti… Via!
Rita Gasbarra20-11-2025Abbiamo conosciuto Rita Gasbarra durante un viaggio in Bretagna, non più tardi di un anno fa; l’abbiamo seguita nelle sue peregrinazioni romane e la ritroviamo in viaggio, destinazione Patagonia, meta ambita di tutti i viaggiatori. È un piacere mandare avanti lei e leggerla nella tranquillità e al calduccio delle nostre case…
¿Listo? Ya. Buen viaje, Rita!
Sandro Russo -
Viaggi in Patagonia 02. Bariloche e l’isola di Chiloè
Rita Gasbarra21-11-2025Da Bariloche si apre una regione fatta di montagne che salgono da larghe vallate depresse, letto di vasti laghi di origine glaciale. Verde intenso di conifere, giallo brillante di cespugli di ginestra, viola e rosa di lupini e fucsia, vasti prati di erba novella punteggiati di mucche, pecore e cavalli.
-
Viaggi in Patagonia 03. Dal vero, la terra del mio immaginario
Rita Gasbarra01-12-2025Partiamo da Bariloche imboccando la mitica Ruta 40, 5000 km di strada che traversa tutta l’Argentina dal confine con la Bolivia fino alla Terra del Fuoco, il punto più a sud del globo terrestre abitato, l’ultima tappa delle migrazioni umane, un altro Finis terrae.
-
Viaggi in Patagonia 04. Di ghiacciai e altre meraviglie
Rita Gasbarra07-12-2025Continuiamo il cammino verso il sud del mondo, traversando un territorio di canyons rosseggianti, punteggiati del giallo delle ginestre e profumati di timo. Sul fondo ruscelli si slargano di tanto in tanto, rallentando il flusso dell’acqua e riflettendo le cime intorno. Righe giallo ocra di salnitro si seccano al sole, creando tavolozze di colori.
-
Viaggi in Patagonia 05. Il motore di un viaggio
Rita Gasbarra16-12-2025"Nella stanza da pranzo della nonna c’era un armadietto chiuso da uno sportello a vetri, e dentro l’armadietto un pezzo di pelle. Il pezzo era piccolo, ma spesso e coriaceo, con ciuffi di ispidi peli rossicci. Uno spillo arrugginito lo fissava a un cartoncino. Sul cartoncino c’era scritto qualcosa con inchiostro nero sbiadito, ma io ero troppo piccolo, allora, per leggere. «Cos’è questo?». «Un pezzo di brontosauro».”
Così inizia “In Patagonia” di Bruce Chatwin. Un immaginario introiettato da bambino diviene il motore per andare lì dove il sogno chiama. Il viaggio lo porta nella caverna dove Charley Milward, capitano di un mercantile e cugino di sua nonna, aveva trovato i resti dell’animale fantastico. -
Viaggi in Patagonia 06. Ultima puntata
Rita Gasbarra21-12-2025Per traversare lo Stretto di Magellano bisogna raggiungere Punta Delgada, con la lunga fila di camion in attesa come noi del traghetto e il faro bianco e rosso a guardia dell’ingresso. Il mare è agitato da un vento teso.
-
A Rabat, una visita ai morti per comprendere i vivi
Rita Gasbarra20-02-2026Una visita a Rabat, capitale del Marocco, non può prescindere da una visita al suo cimitero, qualunque sia il nostro rapporto con la morte. Fuori delle mura sia della Medina che della Kasbah, sul pendio erboso che scende verso l’Oceano, migliaia di tombe con le lapidi aguzze, tutte rivolte nella stessa direzione, a guardare l’est e La Mecca.
-
Incontro con Kenza, stilista emergente
Rita Gasbarra21-02-2026Il Marocco sta vivendo un momento di profonda trasformazione. Diversi indicatori, economici e sociali, vanno in questa direzione. In particolare il mondo femminile è in grande fermento, con le giovani donne proiettate verso l’uscita da una società patriarcale per un inserimento attivo nella vita pubblica. Il viaggio a Tangeri mi ha offerto l’occasione per dialogare con Kenza Bennani, stilista emergente nel panorama marocchino.
-
Tre acquerelli (ha piovuto molto)
Rita Gasbarra26-08-2026Genova è doppia con gli stranieri. Burbera e impenetrabile per il turista, accoglie chi è disperso e cerca riparo. La città non ha dimenticato i suoi figli inghiottiti dall’orizzonte né il codice del Mediterraneo. Forse è questo il motivo per cui il Dio degli incroci qui è sempre una “dea”: la Madonna…
