Il lavandino viaggiatore

testo di Maria Cristina Vanza - Foto di M.C. Vanza e Anne Fairbrother

Il lavandino viaggiatore

Prologo -Ian mi aiuta a portare il lavandino di cemento che ho comperato su eBay, e io sono carica di rubinetti e accessori per il bagno” dice Mary. D’accordo, ma cosa ci fa un lavandino sui voli low cost Ryanair che fanno la spola tra l'Europa e il Marocco? Il nostro lavandino si è imbarcato a Londra Stansted, destinazione finale la Medina di Fez. Mentre lui affronta il battesimo del volo, occorre premettere qualche informazione indispensabile per comprendere le ragioni del suo strano viaggio.

Nella Medina - Fez è considerata la più antica città imperiale del Marocco. È stata capitale diverse volte nel corso della storia, e non potrebbe essere diversamente, con le arie che si dà. Il suo centro storico, la Medina, è praticamente intatto da 1.200 anni, come se fosse stato messo sotto naftalina. La Medina è un dedalo di stradine strette e intricate dove solo i muli e i carretti riescono a passare. Guardando dall’alto si offrono allo sguardo la distesa di tetti piatti costellati di antenne paraboliche, i minareti e le Bab, le porte che al calar del buio venivano chiuse per la notte. Diventata patrimonio dell'Unesco nel 1981, la Medina sembra una vecchia signora che si regge in piedi su imponenti stampelle di legno. Dopo il crollo del 2005, quando sulla moschea di Al-Azhar si accasciarono tutte le case adiacenti, uccidendo undici persone in preghiera, sono state rafforzate le impalcature di legno, scure e imponenti, che sorreggono le mura, per paura di nuovi cedimenti. I fassi - così vengono chiamati i residenti locali - sono quasi orgogliosi di questa infinita decadenza, e dicono che la Medina ha una sorta di anima sacra. Ma anche la tradizione deve far spazio alla comodità, e così i fassi più anziani (o con il fiuto per gli affari) si trasferiscono in un più confortevole appartamento nella città nuova, rinunciando alle loro case di famiglia verticali, con le scale strette e alte. E gli stranieri fanno a gara per acquistarle.

Una casa al di là del cielo - La disponibilità di biglietti a basso, bassissimo prezzo ha trasformato profondamente il mercato delle seconde case. Gli inglesi con qualche disponibilità economica hanno approfittato della nuova facilità di spostamento per acquistare seconde case sempre più lontano, purché vi sia nelle vicinanze un aereoporto servito dalle compagnie low cost. Basta ricordarsi di prenotare i voli con largo anticipo, quando costano ancora poco, ed è fatta. Il sud della Francia è stato la prima terra di conquista, e quando i nuovi arrivati non hanno più trovato buone occasioni, si sono spinti sempre più lontano, e sono giunti sino alla Medina di Fez, complice anche una disinvolta trasmissione della BBC che ha fatto balenare la prospettiva di facili guadagni: il mattone è un investimento sicuro, no? Mal che vada si rivende a cinque volte tanto. Alla fine del 2007 una casa  nella Medina medievale si poteva comprare con solo alcune decine di migliaia di euro. E non parliamo di case qualunque, ma di pezzi unici, gioielli architettonici con splendide decorazioni. Case dove non esistono misure standard, né muri diritti, per cui tutto l’arredamento dev’essere costruito su misura. La maggior parte delle case tradizionali (dar) a Fez sono costruite intorno a un cortile centrale quadrato aperto verso il cielo. Questa apertura è chiamata halka. Le halka sono coperte con una griglia in ferro battuto per proteggersi dai ladri che si introducono nelle case usando proprio i passaggi sui tetti. Si narra di furti su commissione, fontane di marmo rubate dai cortili, porte antiche decorate che ora sono finite in case a Marrakesh. Ovviamente queste splendide dar spesso cadono a pezzi, e devono essere interamente ristrutturate, ma questa è sembrata ai nuovi arrivati anche una perfetta opportunità per dotarle di tutti i comfort europei (lavandini inclusi) senza rinunciare all’esotico look marocchino. E invece...

Non tutto quadra - E invece non è così facile, a Fez, arrivare ad avere le fatidiche “chiavi in mano”. Certo, chi ha larghezza di mezzi e buoni contatti riesce prima o poi a farcela. Qualcuno ha trasformato il proprio dar o riad (casa più grande con giardino interno) in una guesthouse très chic, con fontane, hammam e massaggi, e oggi accoglie i turisti low cost al “modico” prezzo di 120 euro a notte. Ma per molti altri il sogno di una casa nella Medina si è trasformato in un incubo, come mi raccontano le amiche inglesi conosciute a Fez. Rose ha perso parte dei suoi risparmi con imprenditori edili a dir poco senza scrupoli, e alla fine ha cooptato sua madre per coordinare i lavori, facendola traferire dall'Italia. Ci sono voluti tre mesi e una polmonite, ma ora la casa è finita, anche se la padrona non si è ancora trasferita definitivamente. Julie invece ha scelto una soluzione più radicale: dopo mesi di lavori interrotti, ripresi e mai conclusi, ha trovato un fidanzato marocchino, con il quale ha terminato di persona la sistemazione della casa. Ora l'appartamento è pronto per essere affittato agli studenti stranieri che vengono a studiare l'arabo. Mary, la padrona del nostro lavandino, si è invece ritrovata in un cantiere a cielo aperto: «Finiti i soldi, finiti i lavori» è stata più o meno la risposta degli operai marocchini. Dopo aver assunto due nuovi capicantiere inglesi, Mary ha di nuovo esaurito il budget, ma la casa è ancora inabitabile. Dovrà aspettare e investire altro denaro, sperando che la terza volta vada meglio. Nel frattempo il nostro lavandino si è perso negli aereoporti come un qualunque bagaglio, è stato ritrovato dopo una settimana, è stato scheggiato durante un'ispezione, ed è infine atterrato a Fez, dove ha completato il suo viaggio verso la Medina assai più prosaicamente su di un carretto trainato da un asino. Ora giace abbandonato in un angolo in attesa di conoscere il suo destino.

Un epilogo paradossale - La congiuntura non aiuta. Da un anno a questa parte non sono più rose e fiori per gli investitori europei, e il mercato immobiliariare a Fez si è molto ridotto. Nel 2008 la sterlina è crollata, e acquistare all’estero è diventato più oneroso. Ma soprattutto, secondo molti, il vero affare oggi lo si fa in Inghiterra, se si hanno a disposizione euro o franchi svizzeri. Se la voce circola a Fez, forse potremmo incrociare un lavandino che torna a casa scorrazzando per i cieli di questo stravagante mondo globale: destinazione South Bank, Tamigi, Londra.

 

Il lavandino viaggiatore, 4 tetti fez (foto di Maria Cristina Vanza e Anne Fairbrother) Il lavandino viaggiatore, Halka dettaglio (foto di Maria Cristina Vanza e Anne Fairbrother) Il lavandino viaggiatore, scorcio donna (foto di Maria Cristina Vanza e Anne Fairbrother) Il lavandino viaggiatore, trasporto fuori mura (foto di Maria Cristina Vanza e Anne Fairbrother)

 

 


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