Natale a Konya

testo e immagini di Stefano Faravelli

Natale a Konya - Fontana per abluzioni (disegno di Stefano Faravelli)

Il tesoro è nascosto sotto una mattonella del tuo giardino al Cairo ma per scoprirlo devi andare a Ispahan, seguendo la labile premonizione di un sogno che ti suggerisce di cercarlo laggiù… Così, come nella celebre novella de “Le mille e una notte” (notte 351), l’incontro con esperienze spirituali lontane e diverse da quella a cui apparteniamo ci trasforma e ci consente di tornare alla nostra comprendendola meglio, vivendola più profondamente.

Il 17 dicembre, quando il paesaggio urbano in Italia si natalizza e scarlatte parvenze di babbi natale si aggirano tra panettoni e luminarie, a Konya, nel cuore dell’Anatolia, si celebra, nel clima fervoroso di una festa autenticamente spirituale, l’Urs, l’anniversario delle Nozze di Mevlana Jalal ud Din Rumi, uno dei più grandi mistici dell’Islam (“No! Mevlana è per tutti”, mi correggeva Nihat, notabile koniese). Rumi era un sufi originario di Balkh in Afghanistan, morto a Konya appunto il 17 dicembre del 1231. Sì, perché il giorno delle nozze è il giorno del suo trapasso da questa notte di nostalgia e d’esilio ch’è la vita al Giorno pieno dell’incontro con Allah, l’Amato.

La visita alla sua tomba mausoleo, che per un giorno cessa di essere il Museo Mevlana (la Turchia è ancora kemalista e desiderosa di apparire più laica di quello che è), torna ad essere il magnete spirituale di pellegrinaggi e visite devote, come è stata per sette secoli.

Sotto l’occhio vigilante dei militari del servizio d’ordine mi mescolo a una folla di devoti dall’Anatolia profonda, dalla Turchia tutta, dal vasto mondo spesso discreto e clandestino del sufismo, che sfila davanti al monumento sepolcrale coperto di drappi e calligrafie, avvolto da incensi, lampade e preghiere… La tomba è come una nave, con il grande turbante verde come un albero di maestra sulla prua. L’unica concessione alla spettacolarizzazione, assai gradevole peraltro, è il ney, il flauto di canna di Omer Faruk Tekbilek che, diffuso da amplificatori, spande le sue armoniche incantatorie e struggenti.

Intorno a questa nave si formano i cerchi, i majlis, dove i maestri della Mevleviya, la confraternita mistica di cui Mevlana è il santo eponimo, riuniscono i loro discepoli per il dhikr, il rito iniziatico della rimemorazione o per brevi durus, lezioni di dottrina… Mi accosto a un gruppo originario del Kosovo, dove un ramo della confraternita è sopravvissuto quando, dopo la persecuzione (e conseguente diaspora) voluta da Ataturk, l’ordine fu abolito ufficialmente dal suolo turco.

Il maestro, ’Ali Dedè, dopo aver letto la Sura del Misericordioso (detta “La fidanzata del Corano”) commenta il celebre passaggio del “Mathnawi” di Rumi relativo alla natività di Gesù: “Questo corpo è come Maryam , la Vergine santa, e ciascuno di noi ha un Cristo dentro di sé…” e ancora “Il Padre parla il Verbo nell’anima, e quando il Figlio è nato, ogni anima diviene Maria”. È la dottrina della nascita eterna del Verbo e stupisce che il sufi persiano ne dia una versione cristica, declinando, peraltro, il tema della discesa del Corano nel corpo del Profeta. È un messaggio per tutti noi, che festeggiamo un Natale snervato e oblioso, e ci ricorda che la nascita storica, la rivelazione della Parola, non serve a nulla se il Verbo non nasce in ogni tempo ed eternamente in ciascuno di noi…

Racconta Aflaki, il grande biografo di Rumi, che alla sua morte cristiani, ebrei, greci e mazdei si unirono al corteo funebre, ciascuno pregando e tenendo levato il proprio libro sacro. I musulmani, che non potevano cacciarli, si lamentarono con il sultano che mandò a chiamare i capi delle rispettive comunità. Li interrogò sul rapporto che essi potevano intrattenere con un musulmano e la risposta fu questa: “Se voi dite che Mevlana è il Muhammed della sua epoca noi vi vediamo il Gesù o il Mosè del nostro tempo! Voi siete i suoi amici sinceri, noi anche. Anzi siamo mille volte di più suoi servi e discepoli”.

 

Natale a Konya - Mausoleo (disegno di Stefano Faravelli) Natale a Konya - Bancarelle (disegno di Stefano Faravelli) Natale a Konya - Dervisci (disegno di Stefano Faravelli) Natale a Konya - Strada (disegno di Stefano Faravelli)

 

 


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