Mama Zena
testo e foto di Maria Bietolini / Parolaria (in condivisione con Ponza Racconta)

Genova per me era l’altra Barcellona di Petra, la detective, scontrosa come lei, ma.
Insomma: vista solo coi colori cupi e la fame d’aria della serie tv, dal vivo non la conoscevo, se non di passaggio sempre verso altrove.
In qualche modo, Genova “è” altrove.
È claustrofobica e Africa.
Fanée e accecante.
Colori antichi e graffiti freschi.
Toni di bianco e nero: in foto, sì, ma soprattutto umani.
(I bianchi al riparo dalla pioggia sotto ai balconi, gli altri incuranti, a loro agio.)
Un sari bianco e rosso si inzuppa nello scroscio, e lei sorride.

Dall’angolo del Faber spunta una grande madre d’ebano, le calme movenze di chi è a casa.
Il nome di un hotel, da Harmonia a Red&Blues, mi illumina sulla vera colonna sonora di questa terra di mare e confine.
Inizio a sentirla.
